Vivere come Dio chiede

Osservare i dieci comandamenti, per molte persone, è inutile o impossibile.

Inutile, perché la legge di Dio viene vista come un’ingerenza ingiustificata e cattiva nella propria libertà.
Impossibile, perché la legge di Dio sembra al di là delle capacità umane, una serie di regole utopistiche e di difficile comprensione.

Vediamo dunque di risolvere questi problemi.

1. La legge di Dio è buona, vera, necessaria.

I dieci comandamenti non sono regole tiranniche che soffocano il proprio essere, anzi, sono esattamente il contrario!

maxresdefault.jpg L’uomo che segue unicamente i suoi istinti e gli impulsi della carne, occupandosi esclusivamente del corpo e dimenticando l’anima, diventa schiavo  di bisogni sempre più grandi, vittima di una insoddisfazione sempre crescente.

Vivere come se il peccato non esistesse, cioè pensando che tutto sia lecito e agendo unicamente per proprio interesse, non fa altro che alimentare in modo spropositato i vizi, le attitudini cattive.

Le persone che rifiutano qualsiasi regola religiosa o morale, invocando la loro assoluta libertà, non si rendono conto di essere in realtà schiave di tutto il resto: del piacere, del denaro, del successo e così via.

Uno studio della Purdue University pubblicato sulla rivista Nature Human Beaviour (1), ad esempio, ha potuto dimostrare scientificamente che il denaro, oltre una certa soglia, non solo non rende più felici, ma addirittura fa diminuire la felicità, poiché rende sempre più insoddisfatti.

Lo stesso ragionamento si può fare con qualsiasi altro bisogno: quando si basa la propria vita unicamente al soddisfacimento (momentaneo) dei propri desideri materiali, ci si costruisce con le proprie mani una catena sempre più pesante, sinché da un lato si avvertirà sempre maggiormente questo peso, dall’altro non si sarà più capaci di liberarsene, perché il bisogno avrà reso schiavi.

Ecco allora che i comandamenti di Dio sono l’unica, vera via d’uscita da questa forma di schiavitù silenziosa eppure devastante, responsabile dell’infelicità di così tante persone.

Questi comandamenti non sono inutili o fine a sé stessi, sono il frutto dell’Amore di Dio, che essendo Padre vuole il meglio per i suoi figli, e con saggezza dà loro delle regole affinché possano vivere con serenità ed equilibrio.

Solo seguendo la legge di Dio, infatti, l’anima sarà libera dalle catene del mondo. È questo il segreto per avvertire veramente la pace nel cuore, la serenità che rende lieti, forti e speranzosi anche nelle avversità.

2. La legge di Dio è per tutti.

Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica: Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire e lo possiamo eseguire?
Non è di là dal mare, perché tu dica: Chi attraverserà per noi il mare per prendercelo e farcelo udire e lo possiamo eseguire?
Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica.
(Dt 1, 17)

Una volta realizzato che ascoltare Dio è il solo modo per essere felici, sorge chiaramente il dubbio sulla propria capacità di farlo.

Questo, in realtà, è già di per sé un errore: infatti le Scritture sono chiarissime nel precisare come sia Dio stesso ad istruire l’uomo, a dargli la forza per fare la cosa giusta, ad entrare pian piano nell’anima per volgerla totalmente a sé.

matt-duncan-127528 Non è con la propria intelligenza o con la sola propria volontà che si può sperare di comprendere e mettere in pratica gli insegnamenti di Dio.

L’intelligenza, la ragione e la volontà sono necessarie per intraprendere il cammino, per dimostrare la propria retta intenzione, per decidersi, finalmente, a seguire una certa strada. Papa Giovanni Paolo II ripeteva che la fede è una decisione.

Quanto ai risultati, invece, questi sono frutto della Grazia di Dio, che Egli amministra secondo un suo imprescrutabile disegno. Ogni persona, dunque, può raggiungere quei risultati che Dio ha promesso: Tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete.” (Mt 21, 22) (2).

Se guardiamo all’esempio che ci hanno lasciato i santi, cioè coloro che hanno perfezionato le virtù sino ad uniformare la loro volontà a quella di Dio, troveremo che ognuno di loro ha percorso vie diverse, a seconda del proprio stato e della propria missione, per raggiungere tuttavia il medesimo traguardo.

Uomini e donne, ricchi e poveri, colti e ignoranti: nessuno è stato escluso dalla possibilità di vivere nella gioia, secondo i precetti di Dio. Sant’Agostino fu straordinario teologo, così come Santa Teresa d’Avila, dottore della Chiesa, scrisse pagine sublimi senza mai aver aperto un libro di teologia.

Santa Monica fu una splendida madre, instancabile nelle sue preghiere per il figlio, mentre Santa Chiara fece della verginità e della vita ritirata la sua arma contro il male.

Tutti i santi, la maggior parte dei quali rimangono sconosciuti ma graditissimi a Dio, hanno intrapreso questa strada, con tante cadute, sbagli e prove, perché si sono affidati completamente a Dio. E Dio li ha così ricompensati, dando loro la forza spirituale di vincere ogni battaglia, istruendoli con la sua Sapienza.

Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei precetti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi.
(Ez 36, 27)

Non bisogna pensare, dunque, di dover compiere uno sforzo intellettuale sovraumano o di dover ricorrere a sacrifici insostenibili: spesso chi si affida alle sole proprie forze cade nella superbia e nell’orgoglio, e così facendo si allontana da Dio, non capendo più la Parola perché la interpreta a modo proprio, senza lasciarsi guidare dallo Spirito Santo.

“Ci vuole umiltà e ancora umiltà. – ribadisce Santa Teresa d’Avila – È per questa virtù che il Signore ci accorda quanto gli chiediamo.”

Se ci si sente oppressi dai propri vizi e dall’attaccamento alle cose del mondo, non si deve temere. Gesù ha promesso di correre in aiuto di chi lo invoca, e così anche il più ostinato peccatore potrà risollevarsi e vivere nella pace.

È sotto questa amorevole veste che Sant’Agostino ringrazia e invoca il Signore: “Ed ecco, sei qui, ci liberi dai nostri miserabili errori, ci rimetti sulla tua strada e ci conforti dicendo: Correte, io vi sosterrò, io vi condurrò alla meta, e la vi poserò.”

3. Come fare?

Ma come, in concreto, iniziare questo cammino per seguire le orme di Gesù? Ecco alcuni consigli pratici:

  • Preghiera: la preghiera è necessaria, vitale per sviluppare un rapporto di amore filiale con Dio. Senza preghiera, non si può sperare di progredire spiritualmente: “Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi” (Lc 18,1) (3);
  • Esame di coscienza: ammettere limpidamente i propri sbagli, guardare dentro sé stessi per capire cosa correggere, chiedere aiuto a Dio per riconoscere e rimediare agli errori compiuti: “Se fate con costanza l’esame di coscienza, i vostri difetti non potranno durare a lungo” (San Giovanni d’Avila) (4);
  • Perseveranza: la tentazione di lasciare il cammino alle prime difficoltà può essere forte. Occorre non scoraggiarsi, anche se si cade molte volte, perché spesso queste cadute sono permesse da Dio proprio per fortificare l’anima nell’umiltà. Senza perseveranza e volontà ferma, il rischio di voltarsi indietro è inevitabile: “La perseveranza vincerà tutto” (San Francesco di Sales);
  • Conoscere la Parola di Dio: non si può osservare la Parola di Dio se non ci si sforza di conoscerla. Questo non implica il dover per forza compiere studi accademici, ma quantomeno dedicare del tempo (ad esempio qualche minuto al giorno) alla lettura della Bibbia. Anche se non si coglie il significato di ciò che si legge, la Parola ha sempre un effetto intrinseco, è Dio che parla all’anima, anche se l’anima non se ne accorge. In questo occorre umiltà e preghiera, per essere correttamente illuminati: “I salmi, essendo parola proveniente direttamente da Dio, possiedono la virtù di penetrare in colui che li legge e operare un vero e proprio mutamento” (San Giovanni Paolo II);
  • Maria: ricorrere a Maria è suggerito da moltissimi santi, che hanno sperimentato l’effetto straordinario della protezione di questa Madre. Sant’Alfonso la definisce “rifugio dei peccatori” e “tempio di ogni virtù”, Maria è il miglior esempio da seguire perché ha servito Dio con tutta sé stessa, e allo stesso modo intercede affinché le anime giungano a Gesù. Essendo Mamma, soccorre con dolcezza chi la invoca, e interviene prontamente nella lotta alle tentazioni. Maria infatti è la donna che schiaccia la testa al serpente: “Cambiami, Maria Madre mia, trasformami, tu lo puoi fare” (Sant’Alfonso Maria de Liguori) (5).

Chi zoppica sulla strada, anche se avanza poco, si avvicina tuttavia al termine.
Chi invece cammina fuori strada, quanto più velocemente corre, tanto più si allontana dalla meta.
Se cerchi dove andare, segui Cristo, perché egli è la Verità, alla quale desideriamo arrivare. Se cerchi dove fermarti, stai con Cristo, perché egli è la vita.
Segui dunque Cristo se vuoi essere sicuro. Non potrai smarrirti, perché egli è la via.
San Tommaso d’Aquino

⇐Purezza | Prosegui ⇒


Note:

(1) Nature Human Behaviour, Happiness, income satiation and turning points around the world, https://www.nature.com/articles/s41562-017-0277-0

(2) La promessa di Gesù riguarda specialmente i beni spirituali. Una citazione simile si trova anche in Gv 14, 14: “Se mi chiedrete qualche cosa nel mio nome, io la farò”.

(3) Non smettere di pregare, https://percorsodifede.wordpress.com/inizio/non-smettere-di-pregare/

(4) Esame di coscienza, https://percorsodifede.wordpress.com/inizio/esame-coscienza/

(5) Devozione a Maria, https://percorsodifede.wordpress.com/inizio/devozione-maria/

 

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