Purezza

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
(Mt 5,8)

Ecco la splendida promessa per coloro che avranno la purezza di cuore: essi vedranno Dio.

Il cuore puro è quel cuore che è staccato dall’amore alle cose terrene, lotta contro il peccato e si eleva verso Dio.

Nelle scritture la purezza di cuore è una caratteristica che viene accostata alla fede, alla speranza, alla carità, alla giustizia e alla pace (cfr. 2 Timoteo 2,22) e che va a contrastare quelle che San Paolo definisce “passioni giovanili”, cioè quegli impulsi incontrollabili che offuscano la ragione e rendono preda dei sensi.

Nel libro del Siracide la purezza coincide con la sapienza (“A lei rivolsi il mio desiderio,
e la trovai nella purezza.” Sir 51, 20), e d’altronde sono la purezza e la semplicità i requisiti necessari per recepire gli insegnamenti di Gesù, che proprio per questo motivo invita ad essere come bambini, che si affidano con slancio sincero e filiale al Padre.

La purezza non è solo quella dei vergini, ma si trova anche nella castità e nell’amore onesto tra sposi. Come afferma San Giovanni Paolo II nell’Enciclica sulla famiglia, verginità e matrimonio sono due modi di vivere il mistero dell’Alleanza di Dio con il suo popolo. Quando non si ha stima del matrimonio, non si dà valore nemmeno alla verginità consacrata; quando la sessualità non è considerata un grande valore donato da Dio, perde di significato il rinunciarvi per il Regno dei Cieli. Chi condanna il matrimonio priva la verginità della gloria, mentre chi lo loda, rende la verginità più ammirabile.

Mantenere la purezza, sia nel corpo che nello spirito, è impresa spesso ardua, perché il demonio, conoscendone il grande valore, cerca sempre di attaccare questa virtù. Lo testimoniano molti santi, tra i quali non si può non citare San Francesco d’Assisi, che proprio per vincere una fortissima tentazione contro la purezza si gettò in un roveto. Simile episodio accadde a San Benedetto, che, per liberarsi di una fantasia quasi irresistibile, si spogliò e iniziò a rotolarsi tra le spine.

Sul valore della purezza si espresse poi molte volte San Giovanni Bosco. Egli sapeva bene, lavorando incessantememente per la salvezza dei giovani, quanto questi cadessero facilmente nelle impurità. In base ai sogni rivelatori che il Santo ebbe per tutta la vita, giunse alla conclusione che i peccati per via dei quali la maggior parte delle persone si dannano sono l’impurità, la disubbidienza e la superbia, e che proprio dalla superbia derivano gli altri due.

Mantenere o recuperare la purezza è dunque importantissimo per progredire nel cammino spirituale, perché le azioni impure si traducono in un animo impuro, che a sua volta impara a osservare tutto con la malizia che gli suggerisce il cuore: “La lucerna del corpo è l’occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!” (Mt 6,22-23).

A tale proposito osserva Sant’Alfonso che nel Vangelo si racconta di come gli apostoli si trovassero chiusi in una casa, e che Gesù, già risorto, vi entrò e si mise in mezzo a loro, nonostante le porte fossero chiuse. Questo per insegnare che egli non entra nella nostra anima, se le porte dei sensi non sono chiuse.

Come può, infatti, chi ha la mente occupata da pensieri impuri, avvicinarsi alla somma purezza di Dio? Sarebbe come cercare di cogliere il profumo di un fiore, afferrandolo con mani maleodoranti.


Vincere le tentazioni

Poiché è facile cedere alle tentazioni contro la purezza, specialmente nella società odierna, che esalta i piaceri sensuali e pone il benessere materiale al centro dell’esistenza, le scritture e i santi danno molti suggerimenti per vincere questa battaglia.

1. San Giovanni Bosco sottolinea che è bene evitare:

  • l’ozio;
  • i discorsi volgari;
  • la pornografia (che proprio negli anni in cui è vissuto Don Bosco iniziava a diffondersi).

Per vincere le tentazioni il Santo richiama il Vangelo: “Questo genere di demoni non si caccia se non con la preghiera e il digiuno.” (Mt 17, 21). La purezza è una virtù celeste, e chi vuole conservarla deve innalzarsi verso il cielo. Salvatevi dunque con la preghiera.

2. Sant’Alfonso Maria de Liguori raccomanda di:

  • fuggire le occasioni;
  • invocare l’aiuto di Maria Santissima.

Sono innumerevoli le occasioni di peccato, e anche chi è vigile e attento corre comunque il rischio di cadervi se non le fugge subito. Tutte le persone, infatti, possiedono una certa inclinazione al peccato, la tendenza a fare ciò che viene proibito. L’occasione di peccato risveglia violentemente l’appetito malvagio, al quale è molto difficile resistere. E proprio l’impudicizia, si può concordare con Sant’Agostino, è uno dei vizi dai quali è più difficile uscire vincitori.

Vi sono persone che, convertite, si confessano e fanno promesse (anche sincere) a Dio, e ritengono di aver vinto le inclinazioni malvagie e di non correre rischio di cadere in tentazione. Costoro sono paragonabili alle scimmie che, per fuggire dall’orsa, si rifugiano sugli alberi. Ma l’orsa si stende al suolo fingendosi morta, così le scimmie scendono dagli alberi e vengono divorate. Così il demonio fa vedere che la tentazione è morta, e quando l’uomo scende a mettersi nell’occasione, fa sorgere la tentazione e lo divora.

Quando poi la tentazione si fa forte e pare irresistibile, Sant’Alfonso raccomanda di pregare Maria. Poiché Maria è la tutta pura, la piena di grazia, la madre dolcissima che accoglie e conduce a Dio i peccatori, ella è solerte nel soccorrere chi la invoca nella tentazione. Chi si raccomanda a Maria e non dubita, può essere certo di conseguire la vittoria finale, nonostante i cedimenti e i momenti difficili.

3. San Giovanni Paolo II, per vivere santamente il matrimonio, sottolinea l’importanza dei sacramenti, in particolare:

  • Eucaristia: ad essa è intimamente legato il matrimonio cristiano, perché rappresenta l’alleanza di amore di Cristo con la Chiesa, dalla quale trova radice l’alleanza coniugale. L’eucaristia è sorgente di carità e fa dei diversi membri della comunità familiare un unico corpo, è sorgente inesauribile di energia.
  • Riconciliazione: il pentimento e il perdono vicendevole sono fondamentali per la vita quotidiana familiare, e trovano momento sacramentale specifico nella penitenza cristiana.
  • Preghiera: la preghiera familiare fatta in comune, marito e moglie insieme, genitori e figli insieme, è esigenza e frutto di comunione. La preghiera fa sì che Dio aiuti incessantemente a mantenere la dignità e la responsabilità della famiglia. In particolare la devozione a Maria è strumento privilegiato per alimentare la comunione d’amore d’amore in famiglia e sviluppare la spiritualità coniugale.

Preghiera a San Giuseppe per la purezza

O glorioso San Giuseppe,
padre e protettore delle vergini,
custode fedele a cui Dio affida Gesù, l’innocenza stessa,
e Maria, la Vergine delle vergini,
io ti supplico e ti scongiuro, attraverso Gesù e Maria,
che ti furono così cari,
di far sì che, preservato dal peccato,
puro di spirito e di cuore,
casto nel corpo,
io serva costantemente Gesù e Maria
in una purezza perfetta.

Amen.

Questa preghiera veniva recitata tutti i giorni da Santa Teresa di Gesù Bambino per ottenere la purezza.

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