Il demonio

Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare.

San pietro apostolo
(1pietro 5,8)

Parlare di demonio, oggi, è diventato molto difficile.

vincere contro il demonio

Ciò in quanto:

  • molti, anche tra chi si dice cristiano, non credono nella sua esistenza e ritengono sciocco chi invece ci crede;
  • si ritiene che parlare del demonio non sia necessario, poiché è sufficiente avere fede in Dio;
  • chi parla del demonio, talvolta, appare fanatico o superstizioso;
  • demonio e inferno sono temi che spaventano oppure, più spesso, costituiscono argomenti scomodi che testimoniano la giustizia di Dio e l’eternità della condanna.

Tutte queste argomentazioni, alla luce delle Sacre Scritture e della testimonianza dei Padri della Chiesa e dei santi, sono facilmente confutabili.

Il demonio nelle Scritture

  • la Bibbia parla a chiare lettere del diavolo, e lo stesso è menzionato in più occasioni nel Vangelo: nel capitolo 3 del Vangelo di Marco, Gesù compie un esorcismo e addirittura spiega in che modo satana agisca;
    sia San Luca che San Giovanni evangelista puntualizzano che satana entrò in Giuda ed egli tradì Gesù;
    l’apostolo Paolo, poi, dedicherà agli ammonimenti per proteggersi dalle opere di satana buona parte delle sue lettere: ricorda ai Corinzi che l’uomo ignora le sue macchinazioni (2Cor.), rivela ai Tessalonicesi che satana lo ha ostacolato nel compiere determinate azioni (1Tess.), ed infine stabilisce che “La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.” (Efesini 6,12).

    Questo servirà a comprendere che:

    a) diavolo, satana, demonio non sono metafore per indicare un male generico, indistinto, o per dare un nome alla cattiveria umana: San Paolo è infatti molto esplicito nel confermare che gli spiriti del male non sono creature fatte di sangue e di carne (non può dunque riferirsi alle azioni umane), hanno una loro intelligenza e una loro volontà e sono in grado di ostacolare gli uomini (pertanto agiscono anche a livello terreno).

    b) gli indemoniati di cui parla la Bibbia non sono dei semplici malati, affetti da malattie che all’epoca non si sapevano diagnosticare (es. malattie psichiche, epilessia ecc.): nel Vangelo si fa una netta distinzione tra guarigione dei malati e liberazione degli indemoniati. Affermare che gli indemoniati di cui si parla nel Vangelo siano semplici malati, equivale a dare a Gesù dell’ignorante o del bugiardo, perché Gesù libera molti indemoniati e conferisce agli apostoli il potere di fare altrettanto nel suo nome.
    Se le liberazioni di Gesù fossero state, in realtà, semplici guarigioni di malattie sconosciute (all’uomo ma non a Dio) allora si dovrebbe anche dire che Gesù ha mentito o non era consapevole di ciò che stava facendo, e ciò ovviamente è insostenibile poiché Gesù è Dio.

    In conclusione, come disse Papa San Giovanni Paolo II, chi non crede nel demonio, non crede nel Vangelo.
  • Gesù, nel Vangelo, viene spesso mostrato in lotta contro le tentazioni di satana o con i demoni stessi. San Pietro e San Paolo mettono in guardia contro il demonio – il quale inganna tanto facilmente l’uomo e le cui macchinazioni sono tanto difficili da scovare – indicandolo come il vero nemico dei seguaci di Cristo, colui che semina discordia e pone ogni sorta di ostacolo al cammino spirituale.
    Se San Pietro, discepolo di Gesù e fondatore della Chiesa, sentì l’esigenza di esortare i cristiani a combattere contro il diavolo, è evidente che tale impegno dovrà essere preso sul serio.

    Ecco perché non si può dire che parlare del diavolo sia inutile: se è vero che Gesù è sempre vincitore sul demonio, è altrettanto vero che non ci si può difendere da un nemico che non si vuole nemmeno conoscere, del quale non si vuole nemmeno parlare.
    Difendersi dalle tentazioni e dai tranelli del demonio è essenziale per compiere il cammino spirituale, e pertanto è essenziale parlare di questo nemico per meglio conoscerlo e, con la forza di Gesù, sconfiggerlo.

    Non dobbiamo pensare all’azione demoniaca come a un qualcosa di strardinario, eclatante o suggestivo, come potremmo vedere in un film dell’orrore.
    Le tentazioni sono spesso sottili, si presentano sotto forma di idee o circostanze innocue.
    Ricorda, ad esempio, il Santo Curato d’Ars che una delle prime cose che il demonio fa è tentare di far smettere alle persone di pregare o di farle pregare male.
    Questo con l’evidente intento di indurre l’uomo ad allontanarsi da Dio, senza clamore, con pazienza, un giorno dopo l’altro.
  • riconosciuto che il demonio esiste – ce lo dice la Parola di Dio – occorre però fare attenzione a non cadere nel fanatismo o nella superstizione, rischiando di vedere il demonio ovunque, vivendo nell’ansia e nella paura.
    Gli esorcisti, tra cui Padre Amorth e Padre Calliari, osservano che i fenomeni paranormali ad opera del demonio, ad esempio infestazioni e possessioni, sono in realtà molto rari.
    Non si deve affrontare l’argomento né con allarmismo né con sufficienza, e cercare piuttosto di valutare le circostanze nel modo più obiettivo possibile.
    Gesù è sempre vittorioso sul demonio, Gesù inoltre ci dà pace, speranza, armonia.
    Un eccesso di attenzione verso il demonio, una forma malsana di curiosità nei suoi confronti, può essere molto dannosa e ingenerare agitazioni inutili.
    Così, infatti, San Pietro, dopo aver ricordato che il diavolo è sempre in agguato, ricorda anche che  “il Dio di ogni grazia, il quale vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo, egli stesso vi ristabilirà, dopo una breve sofferenza vi confermerà e vi renderà forti e saldi. “
    Non bisogna dunque avere paura, perché chi rimane saldo nella fede sarà sempre protetto.
  • negare l’esistenza del demonio e dell’inferno è incoerente. Sia perché, come abbiamo visto, le scritture e i santi ne parlano chiaramente, sia perché ciò contrasterebbe con la giustizia di Dio. Sappiamo, infatti, – e ci piace molto sentircelo dire! – che Dio è buono e misericordioso. Ma la bontà, per essere vera, richiede anche la giustizia.
    Sarebbe un controsenso evidente quello di sostenere che una persona è buona e contemporaneamente anche ingiusta. L’ingiustizia non può essere buona. Se Dio è buono, è anche giusto.

    Così leggiamo nel Catechismo Maggiore promulgato da Papa San Pio X:
    15. Chi merita il paradiso? Merita il paradiso chi è buono, ossia chi ama e serve fedelmente, Dio, e muore nella sua grazia.
    16. I cattivi che non servono Dio e muoiono in peccato mortale, che cosa meritano? I cattivi che non servono Dio e muoiono in .peccato mortale, meritano l’inferno.
    17. Che cos’è l’inferno? L’inferno è il patimento eterno della privazione di Dio, nostra felicità, e del fuoco, con ogni altro male senza alcun bene.
    18. Perchè Dio premia i buoni e castiga i cattivi? Dio premia i buoni e castiga i cattivi, perché è la giustizia infinita.


    Altrettanto si legge nel Catechismo della Chiesa Cattolica:
    1035 La Chiesa nel suo insegnamento afferma l’esistenza dell’inferno e la sua eternità. Le anime di coloro che muoiono in stato di peccato mortale, dopo la morte discendono immediatamente negli inferi, dove subiscono le pene dell’inferno, «il fuoco eterno».

L’azione del demonio e l’effetto delle tentazioni

Lo scopo principale del demonio è quello di seminare discordia, in particolare tra l’uomo e Dio. Nel Vangelo, attraverso la descrizione delle tentazioni che subisce Gesù nel deserto, abbiamo uno spaccato per capire dove si concentra la sua azione:

  • tentazioni della carne: per far sì che l’uomo pensi solo alle cose terrene, cada vittima dei vizi e rimanga debole;
  • tentazioni spirituali: per far credere all’uomo di essere migliore degli altri e farlo cadere nella superbia, che allontana da Dio;
  • tentazioni per negare il primato di Dio: per distoglierci da Dio, in modo che non sia più al centro della nostra esistenza, per indebolire la fede, renderla mediocre e vacillante.
  • scoraggiamento: San Paolo ripete che il demonio lo tormenta e lo ostacola. Così facendo vuole ostacolare le opere di bene che Paolo intende compiere.
  • disperazione: è l’arma più micidiale del demonio. La disperazione porta a perdere ogni fiduciain Dio, a sentirsi completamente soli e senza speranza. L’esempio più eclatante lo troviamo in Giuda iscariota: è una persona vittima dei vizi (San Giovanni ci rivela che era un ladro), e pertanto non capisce Gesù, arriva a tradirlo per pochi spiccioli. Dopo aver commesso un tale peccato, Gesù avrebbe comunque potuto perdonarlo, bastava il pentimento. Ma Giuda non si pente, si dispera e compie il suicidio. Gli evangelisti ci rivelano che Giuda era ormai sotto il dominio di satana.
Gesù contro satana

Non tutte le tentazioni vengono dal demonio. Molto spesso siamo noi stessi che spontaneamente ci mettiamo nelle condizioni di cadere. Ciò che conta è trovare sempre, con l’aiuto di Dio, la forza di rialziarsi, rimboccarsi le maniche e riprendere il cammino. Anche chi ha una fede apparentemente solida, infatti, potrebbe ritrovarsi – senza sapere come – in preda alla tiepidezza spirituale.

Per essere vittoriosi occorre:

  • affidarsi a Gesù e a Maria: gli esorcisti hanno sperimentato che ricorrere all’intercessione di Maria, la piena di grazia, è particolarmente efficace per vincere le tentazioni;
  • ammettere il proprio peccato e chiedere perdono: Dio perdona sempre chi si pente del proprio peccato, anche se il peccato è molto grande.

Ecco le armi che fanno invincibile il cristiano contro il demonio secondo Padre Paolo Calliari, esorcista autore del libro “Trattato di demonologia“:

  • la cintura della verità
  • la corazza della giustizia
  • la calzatura dello zelo per la propaganda del Vangelo
  • lo scudo della fede
  • l’elmo della salvezza
  • la spada dello Spirito
  • la preghiera continua e perseverante.

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