Sofferenza

Come affrontare l’ingiustizia in 5 mosse


Fa che non turbi l’anima tua il triste spettacolo della ingiustizia umana: anche questa, nella economia delle cose, ha il suo valore. È su di essa che vedrai sorgere un giorno l’immancabile trionfo della giustizia di Dio.
San Pio da Pietrelcina

Le ingiustizie fanno tristemente parte della vita di ognuno, conseguenza della natura umana che non può fare a meno di essere prepotente.  E così avviene quanto osserva il salmista: “emergono i peggiori tra gli uomini” (Salmo 11)

Perché gli uomini peggiori, gli ipocriti, gli arrivisti, quelli che usano la forza per farsi strada, sono solitamente quelli che ce l’hanno anche vinta. 

Sia chiaro: per ingiustizia non vogliamo intendere solo quei casi eclatanti di abuso di potere nella politica o nei tribunali. L’ingiustizia è ben più sottile e onnipresente, tanto che tutti, prima o poi, la sperimentano la causano.

È sufficiente avere un familiare che alza la voce per ottenere ciò che vuole, un collega dispettoso e falso, un compagno di classe spione. 

Attenzione, quindi, a non cadere nel vittimismo, senza di farsi un sano esame di coscienza: è facile cedere alla tentazione di essere ingiusti a proprio profitto, abusando di chi è caratterialmente più debole o in una posizione di svantaggio.

Ancor di più, è facile stancarsi di essere vittima e diventare quindi carnefice, lasciandosi attrarre dal successo altrui, fingendo di detestare la persona ingiusta ma, in realtà, covando il desiderio di ottenere ciò che essa ha.

D’altronde l’insofferenza verso l’ingiustizia è un sentimento universale e senza tempo, come ci ricorda efficacemente il Salmo 72:

Perché ho invidiato i prepotenti,
vedendo la prosperità dei malvagi.

Il malvagio appare come un vincente, uno che, citando sempre il Salmo, non soffre, è sano e pasciuto, non conosce l’affanno dei mortali, non è colpito come gli altri uomini.

Dell’orgoglio si fanno una collana
e la violenza è il loro vestito.
Esce l’iniquità dal loro grasso,
dal loro cuore traboccano pensieri malvagi.
Scherniscono e parlano con malizia,
minacciano dall’alto con prepotenza.
Levano la loro bocca fino al cielo
e la loro lingua percorre la terra.
Perciò seggono in alto,
non li raggiunge la piena delle acque.

Dicono: «Come può saperlo Dio?
C’è forse conoscenza nell’Altissimo?».
Ecco, questi sono gli empi:
sempre tranquilli, ammassano ricchezze.

Salmo 72, 6-12

Come può saperlo Dio?

Ecco la domanda fondamentale e la soluzione che lo stesso salmista ci offre: in un primo momento, egli si domanda se preservare il cuore puro e mantenersi nell’innocenza non sia inutile. Infatti – si lamenta – “sono colpito tutto il giorno.”

Come a dire che fare il bene non serve a nulla. Perché comportarsi bene, se ciò sembra portare solo svantaggi?

La risposta

Il salmista trova finalmente risposta al suo tormento: non trova soluzioni, finché non entra nel santuario di Dio. Solo allora comprende qual è la fine dei malvagi.

Dio li fa precipitare in rovina, distrutti in un istante, periscono di spavento. Tutto avviene a suo tempo, e non sia quindi turbato il cuore di nessuno nel vedere la prosperità dei malvagi. A tempo debito, verrà fatta giustizia.

Come un sogno al risveglio, Signore,
quando sorgi, fai svanire la loro immagine.

Come vincere le ingiustizie

Essere vittoriosi con l’aiuto di Dio.

1.Ricordare che Dio vede tutto: Dio vede ogni cosa e il premio per chi cerca di comportarsi in maniera corretta, seguendo la sua Legge, è straordinario la pace nel cuore. La felicità degli ingiusti è solo apparente, perché questi, in realtà, non sanno cosa sia la vera gioia, non possono sperimentare il vero amore perché sono lontani da Dio.

2.Affidare al Signore la soluzione: Dio non abbandona mai chi si rivolge a Lui. Da un lato, quindi, non vanno prese decisioni d’impulso per difendersi, perché queste potrebbero peggiorare la situazione, provocare litigi difficilmente rimediabili e sfociare in vendette che alimentano l’orgoglio. È giusto difendersi quando possibile, ma ciò va fatto in modo mite e ragionato, supportato dalla preghiera e dal consiglio di Dio. D’altro canto – cosa importantissima – occorre ricordare che Dio protegge i suoi figli, e quindi, laddove essi siano indifesi, sarà Lui ad intervenire. È questa, infatti, la conclusione del Salmo 72: Il mio bene è stare vicino a Dio: nel Signore Dio ho posto il mio rifugio.

3. Non affidarsi agli uomini: Gli uomini possono essere strumento di Dio e potremmo spesso trovare proprio la persona giusta al momento giusto che ci possa aiutare. Ma è sempre a Dio che ci si deve rivolgere, perché normalmente non c’è nulla che umanamente si possa fare davanti al potere. Non servono chissà quali esempi per ricordare che la giustizia umana raramente ha luogo, tanto che chi si affida agli uomini rimane quasi sempre deluso. Anche l’uomo più forte e potente non può che cadere se si scontra con la volontà di Dio. L’uomo troppo sicuro di sé non ha idea di quello che rischia e, ascoltando le parole del salmo, può cadere in un secondo. Tutto il suo essere può svanire in un attimo. L’uomo che sfida Di, che speranza ha? Quello che si fida della forza umana, dove potrà arrivare? La storia ci insegna che in molti si sono ingannati confidando negli uomini e dimenticando il Creatore, un po’ come quelli che chiamavano il Titanic “la nave che nemmeno Dio può affondare”. 

4. Il male può essere tramutato in bene:  Padre Pio esorta saggiamente a non scoraggiarsi per le ingiustizie, perché, a tempo debito, Dio può tramutarle in bene. Questa verità la leggiamo ovunque, permea tutte le Scritture: Giuseppe viene tradito e venduto dai suoi fratelli invidiosi, viene strappato ingiustamente alla sua famiglia e all’affetto dei suoi cari. Ma che succede? Quello che sembra vittima di un gesto orribile diviene consigliere del Faraone, potentissimo nel regno, colui che, alla fine, perdonerà i fratelli caduti in miseria. Non ci manchi, anche se più facile a dirsi che a farsi, la pazienza.

5. Così si mantiene viva la speranza: Speranza è una parola che non deve mai mancare nel vocabolario di un cristiano. Poiché Dio è onnipotente e ogni cosa può mutare in un istante, anche la situazione più difficile può avere un esito positivo. Chi prega con fede non può perdere la speranza. Cadere nella disperazione, senza vedere via d’uscita, è sintomo di poca se non nulla fede. Chi, dunque, si trova sull’orlo del baratro, preghi con tutto il cuore. La preghiera non è mai inascoltata, dalla preghiera proviene ogni bene e ogni consolazione, perché Dio è sempre in ascolto. Insieme alla preghiera, è di grande aiuto la lettura della Bibbia, specialmente dei Salmi e del Vangelo, perché la Parola di Dio fa breccia nel nostro cuore e ci parla davvero.

Con i prodigi della tua giustizia,
tu ci rispondi, o Dio, nostra salvezza,
speranza dei confini della terra
e dei mari lontani.

Salmo 64,6

Pensiamo a questi splendidi versetti: la giustizia di Dio è prodigiosa, supera la giustizia umana e sconfigge l’ingiustizia.

E Dio ci risponde.

Chi commette ingiustizia infatti subirà le conseguenze del torto commesso, e non v’è parzialità per nessuno.
Colossesi 3,25

1 pensiero su “Come affrontare l’ingiustizia in 5 mosse”

  1. Ho bisogno dell Amore Misericordioso di Dio che ha fatto per me grandi prodigi per la mia salute poi colpito dall azione continua di chi ami aveva abbandonato ho perso speranza e mia poca fede di grande peccatore quando non potevo neanche camminare Dio ha fatto tutto per me e io oggi cammino pregate per me a che io ritrovi la Speranza che è la certezza della aiuto divino e che non.mi spaventi benché accerchiato per poi agire l l’aggressività che nasce dal tormento della paura .Signore Tu sei il mio Pastore non manco di nulla Misericordia in Confido in Te Credo ridammi come prima cosa la fede forte con la quale mi hai sorretto e diretto ho bisogno di te Ti Amo perdona e guarisci la mia fragilità Amen

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