Cammino spirituale

È Dio che ti indica la strada da percorrere

Cercando la verità…

Molti sono alla ricerca della verità, assaliti da questa sete di conoscere il senso della vita, di trovare la strada per la felicità, per non essere un corpo vuoto, un’esistenza fine a sé stessa.

In alcuni momenti queste domande paiono insensate, troppo distanti dalla quotidianità, come sospese in un angolo di pensiero senza concreto valore.

Solitamente ci si interroga su questioni di siffatto genere in momenti di grande sofferenza o solitudine, oppure quando si avverte che la vita sta cambiando, che non si può recuperare il tempo perduto.

Solo allora molte persone si ritrovano smarrite e prese dalla paura, magari anche dalla rabbia per gli errori passati. La vita diventa un peso, un andare avanti per inerzia, con pessimismo e disillusione.

Tra queste persone c’è poi qualcuno che non accetta di rimanere passivamente vittima degli eventi e decide di intraprendere questa ricerca, la ricerca della pace nel cuore, della serenità interiore e, in ultima analisi, di Dio.

Per costoro e per chi da sempre nutre il desiderio di intraprendere un cammino di fede, gli ostacoli e gli interrogativi potrebbero sembrare troppi, troppe incertezze, troppe possibilità tra le quali scegliere.

E pensare che Dio è venuto sulla terra per rivelarci questi segreti! Tanti instancabili viaggiatori non sanno che questa strada non è da cercare con affanno: è già indicata e battuta, è lì per essere percorsa, è la strada che Gesù ha mostrato.

Tutte le risposte si possono trovare negli insegnamenti di Dio, quel Dio che non si è limitato a dettare una Legge, ma che è venuto sulla terra a percorrerla, insegnando come fare, istruendo i suoi discepoli perché a loro volta insegnino agli altri.

Io sono la via, la verità, la vita.

Quale fede si può avere, se non ci si avvicina alla Parola? Come si può seguire una strada, se non ci si preoccupa di leggere la mappa?

Qui sta il tranello che porta a insuccessi e delusioni: anche chi dice a sé stesso di credere in Dio, raramente legge la Parola di Dio!

Non ci si rende conto che le Scritture sono il mezzo che Dio ci ha dato per conoscerlo. Per questo gli evangelisti scrissero i vangeli e per questo i discepoli furono incaricati di andare in tutto il mondo a diffondere la Parola:

perché le persone potessero leggere come intraprendere quella strada e perché potessero ricevere la testimonianza di chi già si è incamminato.

Abbiamo le scritture e le testimonianze dei santi e delle sante che hanno intrapreso il cammino di perfezione.

Non occorre girare allo sbaraglio, presi da paure e rancori che non esisterebbero se davvero si facesse la volontà di Dio. Questo infatti è il modo di amare Dio: fare la sua volontà.

Ma come si può farla, se non la si conosce?

Gesù è un maestro, e un maestro insegna qualcosa affinché lo si metta in pratica.
Dio indica la strada.

Il fine è la gioia, la pace, la salvezza dell’anima, l’amore.

Nel dubbio, quindi, leggi la Parola di Dio. Anche se non capisci, il Maestro ti guiderà.

I frutti della lettura spirituale…

  1. La parola di Dio è Dio che ti parla. Anche se ti sembra di non capire fino in fondo ciò che stai leggendo, se apri il cuore e la mente troverai che un qualche messaggio ha fatto breccia nei tuoi pensieri.
  2. La parola di Dio è conoscenza. Dio si mostra all’uomo e vuole che l’uomo lo cerchi. Leggere le scritture ti aiuterà a conoscere la legge di Dio, a capire come pregare, a capire come comportarti in base ai tanti insegnamenti ed episodi narrati.
  3. La parola di Dio è fonte di consolazione. Dio non accascia mai, non abbatte mai, non demoralizza mai. Anche quando rimprovera o punisce, il fine ultimo è sempre quello di fare il bene dell’anima. Per questo la parola di Dio possiede un potere benefico, infonde speranza e coraggio. Chi sa di aver sbagliato, trova la forza di chiedere perdono e migliorare sé stesso.

Cosa succede a chi non si mette in ascolto della parola di Dio? Succede come al traditore Giuda: preso dalla superbia, non ascoltò e non recepì gli insegnamenti di Gesù.

Così non fu in grado di riconoscere che Gesù era veramente il Messia, commise peccati terribili (era inoltre un ladro) e, in preda ad un orgoglioso rimorso, anziché chiedere perdono a quel Dio che l’avrebbe perdonato, andò ad impiccarsi, solo e disperato.

Anche se in termini meno drastici, questo è ciò che accade a chi vuole seguire Dio ma senza sacrificio, senza sforzo alcuno, senza volontà di conversione…in poche parole, senza vera fede.

Nei dubbi agisce senza pensare a Dio, nelle difficoltà si chiude nell’egoismo, nella prova non si fida del Signore, realizzando infine che non si trattava di fede autentica.

Chi invece riconosce la sua piccolezza e i suoi limiti, alimenta la fede con la Parola, la preghiera, la meditazione e i sacramenti.

E Dio, all’anima così ben disposta, indica sempre la strada.

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