Commenti alle Scritture, Miracoli

Dio si manifesta con i miracoli

“Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno.”
(Mc 16,17)

sky_57_by_sed_rah_stockL’intervento di Dio nella vita dell’uomo non è circoscritto ad eventi passati e straordinari. Sappiamo che Gesù compì innumerevoli miracoli durante il periodo di predicazione, ma questa opera non è terminata con la sua ascensione al cielo.

Perché i miracoli?

Le guarigioni, le liberazioni e le conversioni non furono compiute al solo e unico scopo di aiutare chi ne aveva bisogno: esse costituivano la prova che Gesù era veramente il Figlio di Dio.

Quando Giovanni battista manda i suoi discepoli ad interrogare Gesù, per capire se fosse davvero lui il Figlio di Dio, Gesù diede una risposta singolare: “Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi vengono sanati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunziata la buona novella.” (Lc 7, 22).

Gesù, insomma, non diede una vera e propria spiegazione, ma invitò ad osservare i fatti. I prodigi da lui compiuti costituivano prova inconfutabile, molto più di qualsiasi parola.

“…anche se non volete credere a me, credete almeno alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me e io nel Padre.” (Gv 10, 38).

A cosa servono queste prove?

Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato.”
(Mc 16, 15)

Dio ama immensamente tutte le anime e desidera la loro salvezza. Ma per essere salvi occorre incamminarsi e lasciarsi guidare dall’Amore del Padre.

È la fede, dunque, che trasforma l’anima e la eleva, che consente di percorrere questa strada verso la salvezza.

Poiché la ragione umana ha necessariamente bisogno di prove, potremmo suddividere questo percorso in due fasi:

  1. Decisione: consiste in un autentico atto di fede, cioè si decide di scommettere su Dio, di provare realmente a conoscerLo, di mettersi in gioco per capire se c’è qualcosa di più oltre a ciò che si vede: “beati quelli che pur non avendo visto crederanno!” (Gv 20, 38);
  2. Conferma: una volta manifestato il serio proposito di intraprendere un cammino di fede, Dio, in vari modi, manifesta la sua presenza, conferisce quelle conferme che sono necessarie per proseguire: “Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.” (Gv 14, 11, 14).

Gesù mantiene tutt’ora la parola data! Negli atti degli apostoli leggiamo che essi compivano innumerevoli miracoli e le persone si convertivano.

Lo stesso avvenne e avviene ai giorni nostri per mezzo dei santi e delle sante che danno testimonianza a Dio: San Francesco d’Assisi, Santa Caterina da Siena, San Pio da Pietrelcina, San Giovanni Maria Vianney, Sant’Antonio, Santa Elisabetta…l’elenco è sconfinato.

Costoro hanno scacciato demoni, guardito malati, addirittura risuscitato morti, e il tutto non solo per dare consolazione a chi soffre, ma ancor più per dare prova dell’opera di Dio e per far scaturire da questa frutti di conversione.

La prova è necessaria perché è grazie a questa che Gesù si rende credibile, che la fede diviene incrollabile: dai frutti si riconosce l’albero. L’albero buono produce frutti buoni, mentre l’albero cattivo produce frutti cattivi. (cfr. Mt 7, 16-20; Lc 6,43). Che una cosa è buona e vera, dunque, lo si può capire dai frutti che produce. Ecco a cosa serve la prova!

Chi è molto bravo a parlare, ma non produce frutti, è solo un ciarlatano, un falso profeta. Chi ostenta bontà e saggezza, ma attorno a sé non raccoglie risultati concreti, dimostra di essere un albero cattivo.

Chi invece lascia che siano i fatti a parlare, costui dà prova di agire secondo la volontà di Dio, o meglio, è Dio che rende credibile attraverso le prove che Egli decide di manifestare.

Chiedere aiuto

Quando la fede giunge ad essere solida, e anche le inevitabili cadute vengono superate con perseveranza, si diventa anche certi dell’aiuto di Dio e speranzosi verso il futuro.

I miracoli esistono e Dio li compie. Gesù è presente ogni giorno, fino alla fine del mondo, aspettando che gli si chieda qualche cosa in Suo nome.

Questa è la vera fede: quella che è certa dell’intervnto divino, che porta a pregare con fiducia superando ogni obiezione umana. Così i santi parlavano con autorità e sicurezza, perché sapevano (come anche oggi noi possiamo arrivare a sapere) che Dio veramente agisce, se solo lo si chiama.

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